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Narām-Sîn
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mwbgNarām-Sîn 𒀭𒈾𒊏𒄠𒀭𒂗𒍪 (fl. XXIII secolo a.C.) è stato un sovrano accadico, terzo successore di Sargon di Akkad, re degli Accadi.

Fu figlio di mwfqManishtushu e padre di mwfgShar-kali-sharri. Secondo la mwfwcronologia media, regnò dal 2254 al 2218 a.C.cite-ref-liv235-1-0[1]

Il nome Narām-Sîn (in mwhqcuneiforme mwhg 𒀭𒈾𒊏𒄠𒀭𒂗𒍪) significa 'amato da Sin' o 'caro a Sin', con riferimento alla divinità mwhwSin (in sumero, Nanna), ed era normalmente scritto mwiana-mwiqar-mwigam-mwiwmwjadEN.ZU. I primi tre segni esprimono la parola mwjqnaram ('caro a'), mentre il nome del dio lunare Sin era espresso dal logogramma EN.ZU (da leggere ZU.EN > Su'en > Sin).cite-ref-2[2]

Contents

Note

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La conquista delle quattro parti del mondo

Dopo mwlqSargon di Akkad, fondatore della dinastia accadica, regnano in mwlgMesopotamia i suoi due figli mwlwRimush e mwmaManishtushu. Sotto la guida di Naram-Sin, l'mwmqimpero accadico sembra raggiungere il suo apice.cite-ref-liv236-3-0[3] Sargon aveva conquistato mwngSumer (cioè la Bassa Mesopotamia), Rimush aveva domato due ribellioni delle città sumeriche e sconfitto una coalizione composta dall'mwnwElam, da Barakhshi e da Zakhara, mentre Manishtushu aveva organizzato una spedizione contro l'mwogAnshan, nell'mwowaltopiano iranico, a testimonianza delle mire commerciali degli Accadi verso quella direzione e della capacità dell'impero di muoversi in un ampio raggio.cite-ref-liv236-3-1[3]

All'inizio del suo regno, Naram-Sin riuscì a portare il dominio accadico ad est controllando l'Elam, almeno fino a Barakhshi (così dicono le sue iscrizioni): se non poté abbattere l'intera confederazione elamica, resta vero che la dinastia elamica di Awan entra in crisi a questo punto. Non solo: Susa finirà per essere controllata da un mwqgmwqwensi accadico e l'intera mwraSusiana subirà un processo di solida "accadizzazione".cite-ref-liv235-1-1[1] Per quanto riguarda l'attività bellica di Naram-Sin verso il nord, vanno distinte due fasi, come suggeriscono le iscrizioni reali: in una prima fase, il re giunge fino a Talkhat e si vanta di avere conquistato mwsgSubartu (la futura mwswAssiria), "fino alla foresta dei cedri"; si può pensare che il suo dominio sia giunto al mwtamonte Amano o che abbia persino coperto tutta la Mesopotamia, fino all'arco montano (che, da ovest a est è definito dall'Amano, dal mwtqTauro, dagli mwtgZagros).cite-ref-liv240-4-0[4] Egli, infatti, dichiara di avere sottomesso gli mwuwensi di Subartu e i signori del "paese alto". Tali indicazioni non vanno forse intese come informazioni di sapore geografico (il "paese alto" sarebbe il territorio intorno al fiume mwvaKhabur e il medio mwvqEufrate in genere), ma piuttosto come uno schema sociopolitico: gli mwvgensi indicano i signori delle città della vallata, mentre i signori del paese alto sarebbero i capi delle confederazioni tribali che abitano la steppa.cite-ref-liv240-4-1[4]

In una seconda fase, Naram-Sin giunse fino al Mediterraneo, distruggendo Armanum ed mwxqEbla: la distruzione di quest'ultima fece sensazione nel mondo antico.cite-ref-liv240-4-2[4]

Sembra, insomma, che, con Naram-Sin, si realizzi effettivamente quella conquista dal Mare Superiore (mwywMar Mediterraneo) al Mare Inferiore (mwzaGolfo Persico), che finirà per avere un ruolo ideologico preminente in tutta la mwzqstoria del Vicino Oriente antico.cite-ref-liv236-3-2[3] L'estendersi dell'impero accadico a tutta la Mesopotamia, entro l'arco montano, appare confermato dalla posizione delle iscrizioni di Naram-Sin: se ne trovano, infatti, a mwagNinive (Subartu), a Basetki (ancora più a monte), a mwbaDiyarbakır, ed esiste poi un palazzo di Naram-Sin a mwbqTell Brak.cite-ref-liv240-4-3[4]

Divinizzazione

Fu il primo re della Mesopotamia a proclamarsi divino ("dio della sua terra") e il primo a essere chiamato "mwewre dei quattro angoli del mondo". Commerciò con la mwfaCiviltà della valle dell'Indo e controllò una vasta porzione di territorio lungo il mwfqGolfo Persico. Naram-Sin espanse il suo impero sconfiggendo il re di mwfgMagan al limite meridionale del mwfwgolfo e conquistando le tribù delle colline nelle montagne del mwgaTauro.

Costruì centri amministrativi a mwggNinive e mwgwNagar.

Secondo la mitologia mesopotamica la dea mwhqInanna abbandonò l'antica capitale mwhgAkkad a causa del saccheggio effettuato da Naram-Sin del tempio del dio mwhwEnlil (il tempio è chiamato anche Ekur o Duranki) a mwiqNippur. Irato, mwigEnlil avrebbe fatto scendere la tribù dei mwiwGutei dalle colline, portando malattie, carestia e morte in tutta la Mesopotamia. Per impedire questo tragico destino otto altre divinità decretarono che Akkad dovesse essere distrutta per poter risparmiare le altre città. Questo racconto è di sapore mitologico, ma suggerisce che le razzie dei Gutei, che determinarono la caduta dell'Impero accadico, iniziarono proprio in questo periodo.

La famosa mwjqstele della vittoria di Naram-Sin lo rappresenta come un gigantesco dio-re (adornato di un elmo con le corna), mentre troneggia sopra i suoi soldati e i nemici. La stele della vittoria fu spezzata nella parte in alto quando fu rubata e trafugata dagli mwjgElamiti, ma rivela pur sempre in modo sorprendente l'orgoglio e la gloria e la divinità di Naram-Sin. Questa è probabilmente la prima volta nella storia in cui un re è stato rappresentato come un dio. Lo stile del bassorilievo rappresenta una rottura rispetto ai canoni tradizionali, perché utilizza elementi grafici diagonali invece di un formato orizzontale per narrare la storia.

Note

cite-note-liv235-11. mwlwmwmaLiverani, 2009, p. 235.
cite-note-22. mwnamwnqBeaulieu,mwng p. 46.
cite-note-liv236-33. mwpgmwpwLiverani, 2009, p. 236.
cite-note-liv240-44. mwsqmwsgLiverani, 2009, p. 240.

Bibliografia

• citerefbeaulieu(EN) Paul-Alain Beaulieu, A History of Babylon, 2200 BC - AD 75, John Wiley & Sons, 2018.
• citerefliveraniMario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Bari-Roma, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaNaram-sin, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itNarām-Sîn, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Naram-Sin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwyq(EN) Benjamin Studevent-Hickman e Christopher Morgan, «mwygOld Akkadian Period Texts», in Mark W, Chavalas, mwywThe ancient Near Eastmwza : historical sources in translation, Blackwell, 2006